Questo blog è stato creato dal sottoscritto per essere utilizzato come cavia da laboratorio in quanto, volendo erudirmi sull'utilità dei blog nella nostra moderna società schiava della tecnologia multimediale, ho preferito fare pratica piuttosto che rincretinirmi di teoria infusa e masticata da altri. Praticamente come se un ragazzo alle prime voglie "andasse per viali" invece di darsi all'onanismo di fronte ad immagini di ragazze ignude. Buona lettura di quel pochissimo che c'è a tutti.
6 mar 2009
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In realtà tocchi un tema molto importante per la cultura italiana.
RispondiEliminaNoi diamo la cittadinanza per il sangue, vedi argentini che prendono la cittadinanza per merito del bisnonno, ma questa è una tradizione che ci portiamo dai tempi dei romani e dei greci.
Sono i paesi con forte emigrazione che danno la cittadinanza per luogo di nascita.
Quindi affrontare questo aspetto significa affrontare un dibattito culturale su che paese eravamo, siamo e vogliamo diventare.
Non riusciamo a fare un dibattito serio sull'età pensionabile delle donne, figurarsi un dibattito sulla "nuova" identità nazionale.
Sono convinto che la nostra identità resterà identica, al massimo sfumata. Saranno i "nuovi" italiani, alla lunga, ad adattarsi maggiormente ai nostri usi e costumi, anche religiosi. Pero se ghettizziamo ancora i nati sul nostro territorio come italiani acquisiti e non di fatto, non aiuteremo mai un'integrazione che mi sembra inevitabile.
RispondiEliminaCompare, noto con piacere che il numero dei tuoi lettori e aumentato. Un paio ancora, e un partito non te lo nega nessuno. Cittadinanza? Mio figlio nato in Italia, mi chiede sempre: " Ma quando sarò un calciatore famoso, mi conviene giocare per l'Albania, l'Italia o il Canada?". Che je devo di? Mejo che diventa avvocato?
RispondiEliminaIo gli consiglierei di giocare nel paese dove è trattato e considerato come un pari e non tollerato e accettato. La differenza è sottile ma sostanziale.
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