6 mar 2009

La vogliamo finire qua?

A quando una legge che proclama cittadino italiano qualsiasi essere umano che nasce sul nostro territorio, a prescindere dalla nazionalità dei genitori? Vogliamo davvero combattere l'immigrazione clandestina non elargendo diritti a chi se li merita per diritto naturale?

4 commenti:

  1. In realtà tocchi un tema molto importante per la cultura italiana.
    Noi diamo la cittadinanza per il sangue, vedi argentini che prendono la cittadinanza per merito del bisnonno, ma questa è una tradizione che ci portiamo dai tempi dei romani e dei greci.

    Sono i paesi con forte emigrazione che danno la cittadinanza per luogo di nascita.

    Quindi affrontare questo aspetto significa affrontare un dibattito culturale su che paese eravamo, siamo e vogliamo diventare.
    Non riusciamo a fare un dibattito serio sull'età pensionabile delle donne, figurarsi un dibattito sulla "nuova" identità nazionale.

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  2. Sono convinto che la nostra identità resterà identica, al massimo sfumata. Saranno i "nuovi" italiani, alla lunga, ad adattarsi maggiormente ai nostri usi e costumi, anche religiosi. Pero se ghettizziamo ancora i nati sul nostro territorio come italiani acquisiti e non di fatto, non aiuteremo mai un'integrazione che mi sembra inevitabile.

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  3. Compare, noto con piacere che il numero dei tuoi lettori e aumentato. Un paio ancora, e un partito non te lo nega nessuno. Cittadinanza? Mio figlio nato in Italia, mi chiede sempre: " Ma quando sarò un calciatore famoso, mi conviene giocare per l'Albania, l'Italia o il Canada?". Che je devo di? Mejo che diventa avvocato?

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  4. Io gli consiglierei di giocare nel paese dove è trattato e considerato come un pari e non tollerato e accettato. La differenza è sottile ma sostanziale.

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Possibilmente scrivete stronzate.